Offset negli amplificatori operazionali

Come è noto gli amplificatori operazionali presentano effetti di offset sia in tensione sia in corrente. Alcuni modelli presentano tuttavia due pin che, collegati per mezzo di un trimmer resistivo all’alimentazione, permettono di compensare tale scostamento dal valore di zero in assenza di segnale di ingresso. Tuttavia non è sufficiente, a volte, agire in tal senso per compensare l’offset in tensione, infatti anche la circuiteria esterna all’amplificatore contribuisce al valore della tensione di offset di uscita dell’amplificatore. Ad esempio nel circuito di figura 1 l’offset in tensione al primo stadio è di circa 40mV, mentre a parità di caratteristiche dunque di comportamento in frequenza e in continua, ma modificando i valori dei componenti passivi è di circa 17mV, valore questo che può essere compensato con un trimmer da 10KHom su -15V. Pertanto l’aumento del valore dei condensatori e la corrispettiva diminuzione del valore dei resistori determina una diminuzione dell’offset in tensione di uscita dell’amplificatore operazionale. Il circuito in figura è un filtro del secondo ordine a reazione multipla seguito da un buffer di tensione invertente.


fig.1

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3 Responses to Offset negli amplificatori operazionali

  1. Nino says:

    Salve, sono arrivato in questa interessante pagina in quanto sto cercando consigli sugli OFFSET degli amplificatori. In pratica, ho un amplificatore nella mia auto da 1000watt RMS, ma dopo poco tempo che lo mando quasi a metà volume, si accende la spia luminosa di OFFSET e l amplificatore NON manda piu segnale al subwoofer,rimanendo tuttavia acceso. Mi da l’ impressione che vada in “protezione”. L’ amplificatore è stato creato appositamente per subwoofers, e infatti io lo sto usando solo per quello. A cosa può essere dovuto il problema, secondo Lei?
    Grazie anticipatamente, Nino

  2. Paolo says:

    Salve a Lei.
    Innanzi tutto desidererei sapere se l’amplificatore è stato costruito artigianalmente o invece prodotto da un’azienda, questo aspetto è fondamentale in quanto il dimensionamento della rete esterna al finale di potenza come anche al preamplificatore è un aspetto determinante in termini di componenti in continua indesiderate che si inseriscono nell’anello di amplificazione fino a presentarsi in uscita all’ultimo stadio. Il fatto che vada in protezione indica che il livello in continua del segnale in ingresso all’ultimo stadio (stadio di potenza) manda in saturazione lo stadio stesso e di conseguenza i circuiti di protezione (tipicamente dei dispositivi a semiconduttore) stabiliscono un cammino preferienziale verso la massa analogica del circuito evitando che il segnale vada in uscita e che si danneggi lo stadio stesso. Intanto una prova può farla, scolleghi il subwoofer dall’amplificatore, e colleghi i morsetti del segnale di ingresso all’ampificatore entrambi a massa, poi con un tester (un oscilloscopio sarebbe meglio) misuri il livello in continua del segnale di uscita a vari livelli di guadagno dell’amplificatore, vedendo cosa accade in prossimità del livello corrispondente a “metà volume”. Ovviamente l’amplificatore deve essere collegato all’alimentazione.
    A presto!

  3. francesco says:

    L’interpretazione di Paolo mi pare verosimile, di solito un oggetto del genere ha un circuito di protezione contro i cortocircicuiti, il riscaldamento e gli offset in continua. In presenza di componenti continue un dispositivo di interruzione stacca l’altoparlante (tipicamente un rele’ che provvede anche all’accensione ritardata dell’altoparlante). Ora bisogna capire chi introduce la continua…un componente che diventa rumoroso scaldandosi? Lo stadio a monte dell’amplificatore? La misura suggerita da Paolo può aiutare a scongiurare danni interni all’amplificatore. Nel caso in cui cortocircuitando gli ingressi il problema non si ripresenta, la componente in continua arriva dal preamplificatore…

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