Stati di comunicabilità

Sostengo, da molto tempo, la necessità e l’importanza di perseguire il dialogo e la condivisione nei rapporti interpensonali: “dirsi le cose come stanno”, soprattutto quando è difficile tirar fuori le argomentazioni da porre, ciascuno con le sue motivazioni. Potrebbe sembrare più semplice chiudersi, logorarsi e porsi le domande e rispondersi, condannarsi o assolversi, tuttavia questo approccio porta solo all’isolamento esistenziale e alla possibilità, per niente remota, di compromettere i rapporti stessi. Non è comunque così semplice esternare ciò che si vive, ad ogni livello della persona, soprattutto quando le persone coinvolte sono persone care e a volte è tanto più difficile quanto più si tiene alla persona alla quale dovremmo o vorremo dire alcune “cose”. In questi casi è molto importante saper chiedere aiuto, cioè saper chiedere consigli, non avendo paura di esternare le proprie debolezze, di mostrarsi per ciò che si è veramente, superando con uno slancio la paura che l’altro possa scoprire dei lati del nostro io che potrebbero comprometter l’immagine che l’altro può avere di noi. Molto probabilmente è nella nostra debolezza che possiamo trovare la forza per essere noi stessi, in ogni circostanza, con ogni persona. Questo cammino con noi stessi, cammino di autencità e rivelazione/scoperta di cio che si è, a tratti spaventoso e difficile ma anche bello e semplice, porterà a farci sentire “liberi”, in equilibrio con noi stessi e con l’ambiente che viviamo, dunque con tutte le persone che lo abitano e lo vivono, e la comunicazione né è un aspetto fondamentale.

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