Archive for January, 2006

Sono terminate “le dinamiche sui volti”.

Tanti volti, tante espressioni, tanti sorrisi, sguardi seri, persone provate, persone felici, persone provocate, persone desiderose di crescere, desiderose e spaventate di ripercorrere il proprio passato alla luce di nuove chiavi di lettura, con sguardi aperti alla bellezza del futuro ma decentrate, in quanto, ovviamente, non possono e mai potranno conoscere cosa saranno…sano stupore e sana paura del cambiamento in atto, irrinunciabile momento di conoscenza del prorpio IO. Momenti intensi e assolutamente veri.
Ed io, spettatore silenzioso di tutto ciò, mai così piccolo dinanzi a tanta bellezza di una vita (di tante vite) che si schiude alla conoscenza e all’amore. Tantissimo ho ricevuto, quasi niente ho dato.
Stupenda legge della gratuità.

Mille dollari per un genoma: è la sfida lanciata dai National Institutes of Health statunitensi, che vogliono ridurre le spese del sequenziamento del genoma umano, passando dai venti milioni di dollari di oggi ai mille dollari di domani. E tutto entro il 2014. Lo scopo? Ottenere una tecnologia accessibile a tutti -facile ed economica- per ordinare i sei miliardi di lettere che compongono il patrimonio genetico di ogni persona. La sfida ha già raccolto i primi frutti grazie ai sistemi automatizzati che, eliminando diversi passaggi di lavorazione, riducono costi e tempi. Cosa succederà quando il genoma low-cost diventerà una realtà? “Certamente ne sapremo di più sulle malattie e saranno possibili diagnosi mirate e terapie personalizzate”, prevede George Church di Harvard, che ha messo a punto un sistema di lettura al microscopio digitale che costa centomila dollari per genoma. “Ma dobbiamo anche chiederci quali saranno gli effetti di un tale progresso”. I dati genetici personali circoleranno liberamente? Chi li userà? A che scopo? Domande che aprono numerose questioni delicate di natura etica, legale, sociale ed economica, che hanno spinto Church e colleghi a lanciare il Personal Genoma Project, per esplorare i rischi e i benefici della genomica personalizzata.

Fonti: Scientific American, USA, Gennaio 2006

Riguardo l’offset negli amplificatori operazionali, al fine di minimizzarlo, occorre ridurre il valore dei componenti resistivi esterni, trovando il giusto compromesso tra la necessità di mantenere un adeguato livello di impedenze di ingresso e di uscita e un accettabile livello di offset in uscita. Qualora si dovesse configurare la rete esterna con valori di resistenza tali da produrre un offset in tensione in uscita non accettabile, si può introdurre un resitore di valore opportuno nel terminale dell’amplificatore che viene collegato alla massa analogica del circuito, chiaramente ciò nel caso di ingresso sbilanciato. Tale valore va calcolato di volta in volta e dipende ovviamente dalla configurazione esterna all’amplificatore, comunque il valore coincide con la resistenza totale “vista” dall’altro terminale, ossia aprendo il terminale su cui confluisce il segnale di ingresso e calcolando la resistenza equivalente di Thevenin dal terminale stesso verso la massa analogica. In tal modo è possibile mantenere elevati valori di resistenze e ridurre drasticamente l’offset in uscita all’amplificatore operazionale.

Il nove luglio dello scorso anno, il figlio di mio nipote (Davide) ha ricevuto il Battesimo.
In un momento particolarmente significativo, un momento legato alla memoria, alla bellezza profonda e autentica del presente, con un occhio sorridente al futuro, abbiamo scattato la foto riportata in basso.
Foto generazionale: ci sono mio padre, primogenito, mio fratello, primogenito, mio nipote, primogenito e suo figlio, che per ora è figlio unico, ma molto probabilmente sarà primogenito anche lui.
C’è una bellezza tenera in tale foto, tale da non poter essere condivisa con il mondo.

Come è noto gli amplificatori operazionali presentano effetti di offset sia in tensione sia in corrente. Alcuni modelli presentano tuttavia due pin che, collegati per mezzo di un trimmer resistivo all’alimentazione, permettono di compensare tale scostamento dal valore di zero in assenza di segnale di ingresso. Tuttavia non è sufficiente, a volte, agire in tal senso per compensare l’offset in tensione, infatti anche la circuiteria esterna all’amplificatore contribuisce al valore della tensione di offset di uscita dell’amplificatore. Ad esempio nel circuito di figura 1 l’offset in tensione al primo stadio è di circa 40mV, mentre a parità di caratteristiche dunque di comportamento in frequenza e in continua, ma modificando i valori dei componenti passivi è di circa 17mV, valore questo che può essere compensato con un trimmer da 10KHom su -15V. Pertanto l’aumento del valore dei condensatori e la corrispettiva diminuzione del valore dei resistori determina una diminuzione dell’offset in tensione di uscita dell’amplificatore operazionale. Il circuito in figura è un filtro del secondo ordine a reazione multipla seguito da un buffer di tensione invertente.


fig.1

Sostengo, da molto tempo, la necessità e l’importanza di perseguire il dialogo e la condivisione nei rapporti interpensonali: “dirsi le cose come stanno”, soprattutto quando è difficile tirar fuori le argomentazioni da porre, ciascuno con le sue motivazioni. Potrebbe sembrare più semplice chiudersi, logorarsi e porsi le domande e rispondersi, condannarsi o assolversi, tuttavia questo approccio porta solo all’isolamento esistenziale e alla possibilità, per niente remota, di compromettere i rapporti stessi. Non è comunque così semplice esternare ciò che si vive, ad ogni livello della persona, soprattutto quando le persone coinvolte sono persone care e a volte è tanto più difficile quanto più si tiene alla persona alla quale dovremmo o vorremo dire alcune “cose”. In questi casi è molto importante saper chiedere aiuto, cioè saper chiedere consigli, non avendo paura di esternare le proprie debolezze, di mostrarsi per ciò che si è veramente, superando con uno slancio la paura che l’altro possa scoprire dei lati del nostro io che potrebbero comprometter l’immagine che l’altro può avere di noi. Molto probabilmente è nella nostra debolezza che possiamo trovare la forza per essere noi stessi, in ogni circostanza, con ogni persona. Questo cammino con noi stessi, cammino di autencità e rivelazione/scoperta di cio che si è, a tratti spaventoso e difficile ma anche bello e semplice, porterà a farci sentire “liberi”, in equilibrio con noi stessi e con l’ambiente che viviamo, dunque con tutte le persone che lo abitano e lo vivono, e la comunicazione né è un aspetto fondamentale.

Il contingente
soldati USA in Iraq: 158 000
soldati della coalizione: 23 000
numero dei soldati USA di stanza oltremare dopo l’11 settembre: 1 000 000
durata della missione in Iraq: per l’esercito 1 anno, per i marines 7 mesi
stipendio medio all’anno dei soldati di stanza in Iraq: dai 25 598 dollari di un soldato semplice ai 100 520 di un generale con 22 anni di servizio
militari mandati in Iraq o Afghanistan per più di una missione: 33%

Gli attacchi
media di attentati quotidiani in Iraq (ottobre 2004): 61
media di attentati quotidiani in Iraq (ottobre 2005): 100

Vittime militari
soldati USA uccisi in Iraq (al 04/12/2005): 2 130 (uomini 2 050, donne 49)
soldati USA uccisi in Iraq nell’ottobre 2004: 63
soldati USA uccisi in Iraq nell’ottobre 2005: 96
soldati USA feriti in Iraq (al 05/11/2005): 15 568
militari di altre nazionalità morti in Iraq (al 04/12/2005): Australia 1, Bulgaria 13, Danimarca 2, El Salvador 2, Estonia 2, Italia 27, Kazakistan 1, Lettonia 1, Paesi Bassi 2, Polonia 17, Slovacchia 3, Spagna 11, Ucraina 18, Ungheria 1

I civili
dipendenti civili della coalizione in Iraq: 75 000
stipendio medio dei dipendenti civili della coalizione in Iraq: statunitensi 80-100000 dollari, altre nazionalità (non iracheni) 6 600-12 000 dollari

Le vittime civili
iracheni uccisi dall’inizio della guerra (al 04/12/2005): tra i 27 354 e i 30 863
giornalisti uccisi: 60
dipendenti civili della coalizione uccisi: 428

I costi
costo della guerra in Iraq (all’ottobre 2005): 251 000 000 000 di dollari
costo giornaliero: 195 000 000 di dollari

Fonti: The Nation, Icasualties.org

Anche se in ritardo, alcune regole (!) per le spese natalizie:
1. Sii ossessivo: non mettere piede fuori da casa senza una lista di regali.
2. L’economia va male: evita gli sperperi.
3. Niente buoni regalo e cestini assortiti di body shop.
4. Sei al verde? Crea con le tue mani, dipingi una tazza. Solo chi è senza cuore si lamenterà.
5. Sì ai calzini, ma esclusivamente di cashmere.
6. Sii realista: se desideri veramente qualcosa regalatela da solo.

Tratto da: The Observer