Fino a poco tempo fa la beneficenza in Cina non era molto apprezzata. Il settimanale Xinmin Zhoukan dedica un dossier al tema e per spiegare la diffidenza nei confronti di questa pratica paragona la situazione della Cina a quella degli Stati Uniti. Il reddito pro capite è 38 volte più alto di quello cinese, ma gli americani devolvono in beneficenza somme 7300 volte più alte di quelle versate da un cinese. Sono dati che spingono la rivista a domandarsi se i cinesi siano davvero generosi. La risposta, nonstante tutto, è positiva. Anche se nella Cina popolare la beneficenza non è ancora molto diffusa, a Hong Kong, a Singapore e a Taiwan i più ricchi sostengono volentieri le iniziative benefiche. E per essere più rassicurante il settimanale ricorda che gli enti caritatevoli in Cina sono sempre esistiti e sono sempre stati molto attivi. Hanno perso temporaneamente il loro peso con la rivoluzione culturale maoista, sostituiti dalla politica collettivistica imposta dal governo, che doveva servire a eliminare le disuguaglianze sociali. Ma oggi la beneficenza attira nuovo interesse mano a mano che anche in Cina si allarga il divario tra ricchi e poveri. Per questo i giornali cercano di spingere i lettori a essere più generosi.
Tratto da: Internazionale 619, pag.91