Archive for December, 2005

Gli australiani sono stati tra i primi a dare il via alle celebrazioni per il Capodanno. A Sydney, alle 14 ora italiana, uno spettacolo di fuochi d’artificio nella suggestiva cornice del porto ha accompagnato la fine del 2005 e l’arrivo del nuovo anno, con migliaia di persone raccolte nelle piazze.

E’ singolare come il tempo possa essere vissuto parallelamente e diversamente tra persone che di fatto vivono il medesimo momento storico.

Fino a poco tempo fa la beneficenza in Cina non era molto apprezzata. Il settimanale Xinmin Zhoukan dedica un dossier al tema e per spiegare la diffidenza nei confronti di questa pratica paragona la situazione della Cina a quella degli Stati Uniti. Il reddito pro capite è 38 volte più alto di quello cinese, ma gli americani devolvono in beneficenza somme 7300 volte più alte di quelle versate da un cinese. Sono dati che spingono la rivista a domandarsi se i cinesi siano davvero generosi. La risposta, nonstante tutto, è positiva. Anche se nella Cina popolare la beneficenza non è ancora molto diffusa, a Hong Kong, a Singapore e a Taiwan i più ricchi sostengono volentieri le iniziative benefiche. E per essere più rassicurante il settimanale ricorda che gli enti caritatevoli in Cina sono sempre esistiti e sono sempre stati molto attivi. Hanno perso temporaneamente il loro peso con la rivoluzione culturale maoista, sostituiti dalla politica collettivistica imposta dal governo, che doveva servire a eliminare le disuguaglianze sociali. Ma oggi la beneficenza attira nuovo interesse mano a mano che anche in Cina si allarga il divario tra ricchi e poveri. Per questo i giornali cercano di spingere i lettori a essere più generosi.

Tratto da: Internazionale 619, pag.91

Mai, non saprete mai come m’illumina
l’ombra che mi si pone a lato, timida,
quando non spero più…

(G.Ungaretti, 1940-1946)

E’ vero, a volte le situazioni evolvono in modo incontrollato e il trovarcisi dentro fa la differenza. Ciò che disorienta, anche, è la possibilità di cambiamenti inaspettati, o comunque non voluti. Si può percepire una difficoltà di fondo e il conseguente non saper cosa fare, chiaramente nel caso in cui non si ha possibilità d’intervento. Già, la vita, l’uomo si può trovare diviso tra cuore e mente, tra volontà e desiderio, tra bisogno e freddo realismo, tra timore e amore,…
A saper capovolgere ciò si potrebbe tuttavia vederlo in modo positivo, si potrebbe infatti dire che questa è una manifestazione bella della vita, o della complessa semplicità dell’uomo, incapace, a tratti, di capirsi e di capire l’altro e le sistuazioni che si vivono.

Ho trovato quest’oggi una cartolina interessante sul Natale, ossia sul significato del Natale.
Mi viene da dire auguri!


“gioia della nascita”

Stimolato da una storia molto viva ed autentica che, per disegno insondabile, ruota anche attorno al libro di B.Yoshimoto (Lucertola, appunto), riporto a seguire alcuni aspetti salienti del libro stesso tratti dalla scheda redatta dalla Feltrinelli.

Il libro si articola in sei racconti brevi. Sei bozzoli di preziosa seta esistenziale. Sei fili tesi dal destino. Sei racconti tessuti in una Tokyo sfolgorante di luci notturne e pulsante di vita.
I protagonisti sono accomunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti – un trauma infantile, l’esperienza del rifiuto, dell’abbandono, una storia d’amore tormentata – si sono chiusi in un guscio che li protegge ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Le loro esistenze sembrerebbero destinate a scorrere per sempre in una routine desolata e priva di sorprese quando, improvvisa, si manifesta per ognuno di loro una possibilità di cambiamento radicale, la speranza di una rivoluzione. Sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando con forza la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato. È alle soglie di questa trasformazione, quando i sensi si fanno più acuti e più serrato il ritmo delle emozioni, che lo sguardo di Banana Yoshimoto, innocente e implacabile come una divinità infantile, si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l’angoscia, la liberazione, traducendoli in quel suo stile acerbo e sapiente che ne ha fatto in pochi anni una scrittrice conosciuta e amata in tutto il mondo.

Look into my eyes, deep into my eyes…
I’ve found a funny picture about eyes! A strange X-mas picture, I think.

Si possono donare fondi per aiutare persone e popoli indigenti, tuttavia è molto difficile orientarsi e soprattutto essere sicuri che tali fondi vengano poi utilizzati in modo costruttivo.
Esiste, tra i tanti, un progetto interessante che prevede di donare una capra, o altri animali, a una famiglia povera dell’Africa; questa è una forma di aiuto molto immediata e costituisce un impegno concreto verso una comunità.
Per donare un animale è possibile consultare le seguenti ONG:
1) Cafod, worldgifts.cafod.org.uk (+44 845 072 8893)
2) Christian aid, shop.christianaid.org.uk (+44 845 3300 500)
3) Farm Africa, www.farmfriends.org.uk (+44 20 7430 0440)
4) Oxfam, www.oxfamunwrapped.com (+44 1865 473727)

Tratto da: Internazionale 621, pagg.24-31

Edouard Manet (1832-1883), pittore francese.
Ai Salons del ‘63 e del ‘65 fecero scandalo Colazione sull’erba (fig.1) e Olympia (fig.2), in cui rappresentò personaggi attuali rielaborando temi classici. Abolì prospettiva e mezzi toni, usò colori piatti in arditi contrasti e accostati a neri brillanti. Dopo il 1870 si avvicinò agli impressionisti.
Eseguì ritratti di rara immediatezza e penetrazione psicologica.


fig.1


fig.2

…”Non prosternarti come un beghino! Non devi fare nulla. Ormai io solo so cosa si dovrà fare,” disse Bernardo con un sorriso tremendo. “Tu non devi che confessare. E sarai dannato e condannato se confesserai, e sarai dannato e condannato se non confesserai, perché sarai punito come spergiuro! Allora confessa, almeno per abbreviare questo dolorosissimo interrogatorio, che turba le nostre coscienze e il nostro senso della mitezza e della compassione!”

Tratto da: Il nome della rosa, U.Eco, Bompiani, 1999