Mi trovo a fare le seguenti spicciole considerazioni.
E’ interessante come l’uomo si trovi dinanzi a varie e differenti possibilità, e ciò quotidianamente, ossia dinanzi a delle scelte. Già, scelte che spesso sono autoescludenti o comunque tali da indurre un cambiamento, anche se minimo, ma comunque un cambiamento. Ciò che ritengo interessante è la differenza di approccio che poi ciascuno, con la sua persona, usa, ma la cosa che mi lascia a pensare consiste nel fatto che comuqnue anche scelte che possono apparire individuali vanno poi a coinvolgere l’altro, magari solo in modo periferico, ma rimane il coinvolgimento e di conseguenza un mutamento emozionale. La difficoltà subentra poi quando “in gioco” ci sono emozioni forti, e dunque se da una parte si genera amore (nell’accezione più ampia del termine) dall’altra si potrebbe generare dolore. Dunque l’uomo è chiamato a scegliere, orientandosi verso quella scelta che risponde alla domanda “è questo ciò che adesso voglio veramente?”, ma inevitabilmente va a mutare degli equilibri pre-esistenti, dunque a coinvolgere altre persone che probabilmente reagiranno diversamente rispetto alla medesima scelta di chi l’ha fatta, e forse vivendo emozioni, sentimenti davvero differenti.
Un’ultima cosa: mi conforta il fatto che l’uomo è un essere in relazione e di conseguenza ciò fa parte inscindibile della propria vita, ed io preferisco leggerlo con uno sguardo positivo, anche nella difficoltà che a volte si vive.