Due settimane fa mi sono trovato in una situazione in cui fingevo di avere un bimbo, neonato, tra le braccia…
Facevo difficoltà a tenerlo in braccio, non mi regolavo a stringerlo, o ad accarezzargli la testa, riuscivo giusto a sorridergli o a cercare di capire le sue espressioni. Poi mi è stato detto che sembrava volessi fiondarlo fuori dalla finestra, ad un certo momento! E allora ci siamo fatti una risata insieme. Ma mi era rimasto il desiderio di vivere questa situazione concretamente…
Ieri, dal virtuale sono passato al reale, potendo abbracciare il mio nipotino, che mi guardava in silenzio con espressione di chi guarda curioso per capire!
Sono rimasto meravigliato, o meglio, mi sono meravigliato nel vivere questa situazione così semplice e carica di bellezza.
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ricordando ancora con un sorriso il bambino (o violino?) che tenevi virtualmente (e a dire il vero un po’ maldestramente) in braccio due settimane fa, ti ringrazio per aver condiviso questa tenera esperienza con chi, come me, ogni tanto si affaccia a questo scorcio della tua vita… mi sono sentita emozionata nel leggere! e mi è venuto in mente un verso, in cui mi rispecchio molto, della canzone di san damiano, che suona + o meno così “…e le gioie semplici sono le più belle, sono quelle che alla fine sono le più grandi…”