Lungo la notte

Mi interrogavo ieri notte sulla fiducia, meglio, sulla fiducia reciproca nei rapporti interpersonali tra persone che si possono definire amiche.
Ascoltando un programma alla radio, in particolare sull’amicizia tra uomo e donna, si dibatteva su alcuni punti ritenuti essenziali: 1) affinché ci sia amicizia non deve esserci attrazione sessuale 2) il rapporto di amicizia può instaurarsi se entrambe le persone sono sicure che a priori non potrà esserci attrazione sessuale 3)…attrazione sessuale…
Mi chiedo se davvero la fiducia, l’amore (affetto) che si può nutrire per un’altra persona, in questo contesto dell’altro sesso, abbia come fulcro tale aspetto, importante per quanto possa essere. Tutto ciò non è riduttivo e sposta l’uomo su un livello che lo rende più simile all’essere puramente istintivo che non alla sua natura? Insomma, l’altro, l’amico, può essere amato nella semplicità e con un occhio lineare senza mediare gli affetti attraverso le pulsizioni sub-addominali? Quale rispetto si ha per l’altro se si inizia un rapporto, o si tenta di iniziarlo, focalizzando l’attenzione su un possibile coinvolgimento sessuale? La persona, nella sua visione integrale, ha anche altro oltre alla sfera sessuale-affettiva, o no?
Io credo, per esperienza diretta, di sì, e mi piacerebbe ascoltare anche delle voci che guardino un metro più in là del solito orizzonte adolescenziale. Insomma, restituiamo all’uomo, alla creatura, la sua alta dignità!

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One Response to Lungo la notte

  1. Maddalena says:

    Amicizia tra un uomo e una donna… tema complesso…
    Innanzitutto… si diventa amici per effetto della prossimità: le persone che vediamo e con le quali interagiamo più spesso hanno maggiori probabilità di diventare nostri amici (e questo è scontato!). Ed in assenza di qualità negative, la familiarità produce attrazione e piacere… Ovviamente però non possiamo essere attratti da tutti coloro che ci sono vicini… altrimenti io dovrei essere attratta da troppi uomini :D ! Allora che si fa? Si evitano le relazioni? Assolutamente no, anche perchè guardare noi stessi con gli occhi degli altri è fondamentale per la costruzione del senso di sè, in quanto ci permette di comprendere che noi interpretiamo il mondo in maniera diversa dagli altri, soprattutto da chi è del sesso apposto al nostro. Forse la risposta è proprio qui: entrare in relazione per imparare a gestire le emozioni, a conoscersi anche attraverso gli occhi degli altri…

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