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General Note
Paolo's blog non ha scopo di lucro, tutto il materiale raccolto (letterario, artistico, politico, etc.) ha il fine di manifestare il mio pensiero e di confrontarmi con chi desidera lasciare dei commenti. Tutto ciò salvo errori ed omissioni. La responsabilità dei commenti lasciati in calce ai post è degli autori degli stessi. Inoltre i diritti di proprietà intellettuale dei testi appartengono ai rispettivi autori o a coloro che né esercitano il diritto, se indicato diversamente dalla fonte. Il presente blog viene aggiornato con frequenza irregolare, ossia senza periodicità, pertanto, non rappresentando una testata giornalistica, non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001.
Happy new Year
Felice anno nuovo a tutti i visitatori abituali e occasionali.
Felice anno nuovo a chi
non si sente vittima del sistema
non vive di fantasmi della sua memoria
non vive la crisi come qualcosa che in fondo in fondo non appartiene
non e’ impermeabile alle emozioni
si lascia provocare dagli eventi
crede che l’uomo abbia sempre qualcosa di ragionevole da dire
crede che l’uomo abbia dignita’ di esistere in quanto tale.
Felice anno nuovo
a chi l’altro lo guarda negli occhi
a chi riesce ancora a distinguere una sedia da una poltrona.
Auguri:
Alleluia (cliccare sul testo)
Senso di stato
L’Italia e’ in crisi. Per invertire la tendenza l’attuale governo proporrà una cura da cavallo, e i soliti, come al solito, pagheranno.
Con il governo Monti si e’ indubbiamente chiusa un’era. I ministri sono altri, i parlamentari sono gli stessi, il CDA Rai e’ lo stesso, ai vertici delle grandi partecipate di stato ci sono le stesse persone e via declinando verso il basso.
Abbiamo assistito impotenti ad una delle arti nelle quali eccelliamo nel mondo, l’attaccamento morboso, totale, sanguigno, antropologicamente motivato, alla poltrona. I nostri politici, che sono li’ per i nostri voti, si preoccupano di come farsi rieleggere, di come piazzare persone di fiducia e familiari in posti più o meno chiave in base al peso specifico del politico stesso e chiaramente di come allargare il più possibile le loro sfere di influenza nella cosa pubblica. Il resto, quello che fa la differenza per la nostra vita quotidiana, e’ talmente secondario da quasi venir dimenticato. Gli ultimi tre anni di assoluto immobilismo, che hanno contribuito a traghettare l’Italia ad un passo dal rianimativo polmone di acciaio tanto esorcizzato, non sono altro che l’attonito ripetere di queste elementari, amare considerazioni. Chiaramente l’arte dell’attaccamento alla poltrona delinea nettamente anche il profilo del candidato, che in estrema sintesi si attesta ad una evidente e nauseabonda mediocrità.
D’altronde questo e’ il nostro paese, e chi non e’ o non si sente mediocre, lo e’ a proprio rischio e pericolo.
Il punto della situazione, parte XX
L’italia era una realta’ contadina. Forse le relazioni umane erano piu’ semplici.
Poco tempo fa era molto piu’ importante incontrarsi, trascorrere del tempo assieme, anche lavorare assieme. Poi va da se, i cambiamenti quotidiani e a lungo termine, i cambienti di chi ci circonda da vicino, i nostri cambiamenti, implicano delle modificazioni dei rapporti, di conseguenza alcuni si stringono ed altri si allentano, di nuovi ne nascono ed altri si perdono. Vale la regola della ricerca reciproca e questa continua a valere tanto piu’ quanto non ci si accontenta del virtuale comunicativo, delle presunte comodita’ e dei conseguenti stress indotti, continua a valere fintanto che non si cade nell’illusione di bastare a se stessi. E’ evidente che se l’unico momento “fuori dal lavoro”, dunque serale, e’ riempito dei vari “zio Michele” che raccontano di un omicidio senza capire perche’ come se parlassero della caccia alla lepre, e’ facile sentirsi parte di questa realta’ corrotta e sbiadita, orgogliosa e osannatrice dei furbetti, rappresentante autorevole della nostra attuale realta’ televisiva.
Dalla civilta’ contadina alla civilta’ televisiva.
Dalla necessita’ dell’altro alla sublimazione di se.
A ciascuno il suo.
Il punto della situazione, parte XIX
“Egli da principio creò l’uomo
e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.
Se vuoi, osserverai i comandamenti;
l’essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
Egli ti ha posto davanti il fuoco e l’acqua;
là dove vuoi stenderai la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte;
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore,
egli è onnipotente e vede tutto.
I suoi occhi su coloro che lo temono,
egli conosce ogni azione degli uomini.
Egli non ha comandato a nessuno di essere empio
e non ha dato a nessuno il permesso di peccare.” [Siracide, 15, 14-20]
Molto tempo fa, all’inizio del nuovo millennio, avevo piacere di chiedere consiglio ad una persona cara. Una persona che conoscevamo in molti. Generalmente, quando voleva sottolineare la naturale inclinazione dell’uomo a scegliere per il proprio bene ed in particolare a scegliere sbagliando, diceva “ciascuno e’ libero di pulirsi il naso con una revolverata”. Abbiamo tanto riso su questa frase e citata molte volte, eppure, nonostante tutto, mi sembra che si continui a dimostrarne la validità.
A ciascuno il suo.
La parbola della tripla vista mare
Gratuitamente date, gratuitamente ricevete. Niente e’ gratis.
(by P&C)
Posted in diario
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Temporary Ecclesia
«Posso capire che, di fronte a crimini come gli abusi su minori commessi da sacerdoti, se le vittime sono persone vicine uno dica: questa non è la mia Chiesa, la Chiesa è una forza di umanizzazione e moralizzazione e se loro stessi fanno il contrario io non posso più stare con questa Chiesa». Così, sul volo che lo ha condotto a Berlino, Benedetto XVI ha risposto a una domanda dei giornalisti sull’aumento delle uscite dalla chiesa cattolica in Germania, anche in relazione allo scandalo pedofilia. [cfr. Repubblica.it]
Dico che da questa chiesa si esce anche per molto meno.
Posted in diario
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Il punto della situazione, parte XVIII
Il Signore mandò il profeta Natan a Davide, e Natan andò da lui e gli disse: «Due uomini erano nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero, mentre il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina, che egli aveva comprato. Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui e con i figli, mangiando del suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Era per lui come una figlia. Un viandante arrivò dall’uomo ricco e questi, evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso quanto era da servire al viaggiatore che era venuto da lui, prese la pecorella di quell’uomo povero e la servì all’uomo che era venuto da lui».
Davide si adirò contro quell’uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore, chi ha fatto questo è degno di morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non averla evitata». Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell’uomo! [..]» [2 Samuele, 12, 1-7]
Chiaramente per capire a fondo il significato del brano che ho riportato, uno dei più intrisi di morale cristiana di tutto l’Antico Testamento, occorre leggere anche il capitolo 11. Ad ogni modo, la riflessione che mi suscita e’ la seguente: a volte pensando ad una possibile azione si rifiuta anche il pensiero, si ricaccia dalla mente il pensiero, come se il pensiero stesso fosse oltraggioso, eccessivo, portatore di immoralità, prossimo ad un senso di colpa, capace di fare del male, il pensiero. Figurarsi l’azione, quella proprio la si esclude. Ma poi, come talvolta accade, quando si gioca al ribasso con se stessi, si lascia passare il pensiero, si minimizzano gli effetti, si ritiene talmente evanescente da essere virtuale. E così il pensiero viene accettato. L’azione, quella, diviene così solo questione di tempo.


